Lorenza Rocchiccioli ha vent’anni e abita in un piccolo paese, Camporgiano, in provincia di Lucca ma da un anno ha deciso di trasferirsi a Milano per inseguire il suo sogno di vivere di musica.
Nasce così Etilene, il suo primo singolo, ispirato proprio dalla sensazione di smarrimento provata da Lorenza al suo arrivo nella metropoli; smarrimento che ci assicura essere ormai svanito, ora che da spettatrice della città si è trasformata in attrice.
Ne abbiamo parlato durante la nostra intervista, dove Lorenza ci ha detto qualcosa in più su di lei e sulla sua musica.

Tu hai scritto che a Milano puoi essere attore e spettatore, e tu come ti senti?
All’inizio mi sono sentita più spettatrice perché ancora non ero coinvolta nella vita della città, poi con il tempo sono invece diventata più attrice ed ho deciso che volevo vivere lì per realizzare il mio sogno.
Quindi adesso hai superato lo smarrimento iniziale?
Sì dai, ormai mi sono ambientata (ride)
Venire da una cittadina più piccola può essere un valore aggiunto da portare nel proprio bagaglio?
Sicuramente sì, perché così si ha la possibilità di conoscere entrambe realtà, sia la città che il paesino. Una vita più tranquilla, ritmi diversi, che insegnano ad apprezzare le piccole cose.
Visto che hai fatto una canzone che parla di Milano, magari più avanti ne farai anche una su Camporgiano (il suo paese n.d.r.)?
Come no! Non sarebbe male (ride)
In che arco di tempo è maturato il brano Etilene?
È nato quest’anno però il pensiero è rivolto all’anno scorso, quando mi sono appunto trasferita. Etilene descrive proprio come mi sono sentita io nel momento in cui sono arrivata a Milano. Un mix di ansia e sogni, sensazioni contrastanti.
Tu ti sei dedicata molto allo studio artistico, ballo, canto, e stai ancora studiando. Questo ti fa onore. Arrivare al successo con una formazione fa sicuramente la differenza.
Senza dubbio aiuta, non solo sulla tecnica ma anche a prepararsi a certe situazioni. Diciamo che con uno studio alle spalle non si arriva totalmente allo sbando. Io sto studiando parecchio da tanti anni, ci tengo molto.
Ma tu come sei passata dal ballo al canto?
In realtà il canto c’è sempre stato. Come tanti ho fatto un concorso per gioco, ad otto anni, dove ho conosciuto la mia prima insegnante, e da li ho iniziato veramente a studiare. Però già all’asilo avevo iniziato ad esibirmi, ancora prima di iniziare a la scuola di canto.
Sicuramente un’altra esperienza, anche se di qualche anno fa, che ti è rimasta nel cuore, è stata Sanremo Junior: che ricordo hai di quei momenti?
Un ricordo bellissimo, l’Ariston è l’Ariston, ma è stato proprio bello anche a livello umano ed artistico. Ho conosciuto belle persone, ascoltato bella musica, non solo italiana perché Sanremo junior è internazionale. Aggiungi poi l’emozione di fare le scale dell’Ariston, per cui mi ero comprata anche delle scarpe apposta (ride)
Quando non fai la tua musica, che musica ascolti?
Io sono cresciuta con i grandi artisti italiani: Renato Zero, Mina, Mia Martini. Poi con lo studio mi sono avvicinata alla musica internazionale: soul, r’n’b, hip hop. Di conseguenza poi il genere in cui mi rivedo più adesso è proprio questo: soul e r’n’b. Ammiro molto anche gli artisti italiani che hanno questo stile, come Mahmoud.
Tu avrai sicuramente seguito Sanremo, cosa ne pensi dei giovani che hanno partecipato?
Assolutamente sì, Gaudiano mi era piaciuto già dalle selezioni, e poi invece tra i Big mi aveva colpito Annalisa ed ovviamente i Maneskin.
Secondo te quali sono le difficoltà maggiori che incontra oggi un emergente?
Beh questa situazione ha i suoi pro ed i suoi contro: sicuramente l’utilizzo massivo del digitale è importante e quindi può fare la differenza. Però allo stesso tempo manca tantissimo la parte live, che per un artista è fondamentale. Il contatto col pubblico con le persone non si può sostituire con nulla.
La tua famiglia ti appoggia in questa tua scelta?
La mia famiglia mi ha sempre sostenuto, i miei genitori sono sempre stati presenti senza ostacolarmi mai, tutt’altro. Quindi sono proprio le fondamenta, la mia roccia, e sono sicura che sarà sempre così.
Una certezza insomma.
E noi Lorenza, aggiungiamo a questa certezza il nostro in bocca al lupo.

Sono una toscana semplice : un po’ d’arte, vino buono & rock ‘n roll.
“Non come chi vince sempre, ma come chi non si arrende mai”
(Frida Khalo)